Dipende dal sistema di impianto: un oliveto tradizionale a sesto ampio entra in produzione significativa dopo 6-8 anni, mentre un impianto superintensivo può iniziare a produrre già al secondo o terzo anno, a fronte però di una vita produttiva complessiva più breve.
L'olivo si adatta a diversi tipi di terreno, con l'eccezione dei suoli eccessivamente argillosi e poco drenati, dove il rischio di ristagni idrici aumenta la suscettibilità a marciumi radicali e altre patologie.
Dipende dagli obiettivi aziendali: il superintensivo garantisce efficienza produttiva ed entrata in produzione rapida, il tradizionale offre maggiore longevità dell'impianto e si presta meglio a un posizionamento di qualità legato al territorio.
Storicamente l'olivo veniva coltivato anche in asciutto, ma soprattutto nei primi anni di vita e negli impianti più intensivi l'irrigazione migliora sensibilmente vigore vegetativo e regolarità produttiva, specie in stagioni con stress idrico marcato.
Dall'analisi del terreno e dalla scelta della cultivar più adatta al proprio territorio: sono le due decisioni che condizionano tutte le altre, dal sesto d'impianto alla gestione futura dell'oliveto.
È il comportamento fisiologico naturale della pianta: generalmente meno del 2% dei fiori arriva a fruttificazione. Non è un segnale di malattia, ma una caratteristica intrinseca della biologia dell'olivo, comune a tutte le cultivar.