Generalmente si indica un valore tra 3 e 3,5, ma non è un riferimento assoluto: varia in base alla cultivar (da 2,5 a 3,5), al tipo di invaiatura e alle condizioni climatiche dell'annata. Un valore corretto per una cultivar può essere sbagliato per un'altra.
Dipende dalla conformazione dell'oliveto e dagli obiettivi aziendali: la manuale resta più delicata sul frutto ma ha costi di manodopera più alti, la meccanizzata è più rapida ma richiede un impianto predisposto e una regolazione attenta.
Il prima possibile: più le olive restano ferme dopo la raccolta, maggiore è il rischio di ossidazione e fermentazioni che compromettono la qualità dell'olio. Idealmente la frangitura andrebbe completata entro 24-48 ore dalla raccolta.
Perché il contatto prolungato con il suolo espone il frutto a umidità e microrganismi che innescano processi fermentativi, con effetti negativi diretti su acidità e profilo sensoriale dell'olio ottenuto.
Dipende dai volumi prodotti e dalla strategia aziendale: il frantoio in conto terzi non richiede investimento diretto, quello aziendale garantisce maggiore controllo sui tempi tra raccolta e frangitura, spesso decisivi per la qualità.