La mosca delle olive è generalmente quella con l'impatto più diretto sulla qualità dell'olio, perché agisce direttamente sulla drupa e sui suoi parametri chimici. Occhio di pavone, cercosporiosi e cocciniglia incidono soprattutto sulla quantità prodotta, indebolendo la pianta nel medio periodo.
Sì, il rame è tra i pochi principi attivi ammessi in biologico per la difesa da funghi e batteri, con limiti quantitativi annui stabiliti dalla normativa. È uno degli strumenti principali contro occhio di pavone, cercosporiosi, lebbra e rogna anche per chi opera in regime biologico.
Nelle zone dichiarate infette, il regolamento europeo consente di impiantare solo cultivar con resistenza o tolleranza dimostrata, come Leccino, FS-17, Lecciana e Leccio del Corno. Fuori da queste aree restano fondamentali prevenzione e monitoraggio degli insetti vettori.
Il danno da grandine è una ferita meccanica visibile subito; la rogna si manifesta successivamente, nel punto della ferita, come una escrescenza tondeggiante che cresce nel tempo. Spesso la grandine è proprio il varco che permette al batterio della rogna di entrare nella pianta.
Dipende dall'avversità: per occhio di pavone, cercosporiosi e rogna un trattamento rameico di prevenzione stagionale resta utile anche dopo un'annata senza sintomi evidenti. Per mosca delle olive e tignola, invece, la scelta va sempre basata sul monitoraggio della stagione in corso, non sull'esperienza dell'anno precedente.
Nella maggior parte dei casi sono fitofagi minori: la cantaride compare in modo occasionale e raramente richiede interventi, mentre margaronia e moscerino suggiscorza interessano soprattutto gli oliveti di nuovo impianto e i vivai. Vanno monitorati, ma senza l'urgenza riservata a mosca, tignola o Xylella.
No, sono due strategie distinte con soglie diverse. La tignola ha tre generazioni con comportamenti diversi (fogliare, floreale, carpofaga) e solo l'ultima è davvero rilevante economicamente; il monitoraggio si basa su trappole a feromone specifiche, diverse da quelle usate per la mosca.
Non esiste una cura diretta: la difesa è preventiva e passa dall'acquisto di materiale di propagazione certificato, prodotto attraverso programmi di selezione sanitaria. È una delle ragioni per cui la scelta del vivaio, in fase di nuovo impianto, non è un dettaglio secondario.