Contattami
verticillosi.jpg

Verticillosi dell'olivo

Come riconoscerla e prevenirla

La verticillosi è una delle malattie più difficili da gestire nell'oliveto. A differenza di molte patologie che si manifestano principalmente sulla superficie delle foglie o dei frutti, il suo agente causale vive nel terreno e, una volta entrato nella pianta, colonizza il sistema vascolare. La malattia è causata da Verticillium dahliae, un fungo terricolo molto polifago, capace di interessare numerose specie coltivate, sia arboree sia erbacee. Nell'olivo può determinare forme di diversa gravità: da infezioni croniche su piante adulte fino a forme acute, particolarmente gravi sulle giovani piante.

Questo rende la verticillosi molto diversa dalle malattie per le quali è possibile intervenire quando i primi sintomi compaiono sulla chioma. Quando l'olivo manifesta un evidente avvizzimento, infatti, il patogeno può essere già presente all'interno dei tessuti vascolari e nel terreno.Per questo motivo, nel caso della verticillosi, la prevenzione dell'infezione assume un'importanza molto maggiore rispetto all'intervento curativo.

La verticillosi dell'olivo è una malattia causata dal fungo terricolo Verticillium dahliae. Il patogeno sopravvive nel terreno per molti anni sotto forma di microsclerozi e può penetrare nell'olivo attraverso l'apparato radicale. La malattia provoca avvizzimento e deperimento dei rami e può assumere una forma cronica nelle piante adulte o una forma acuta, anche letale, nelle giovani piante.


Inquadramento tassonomico: che cos'è la verticillosi?


La verticillosi dell'olivo è una malattia fungina provocata da Verticillium dahliae. Si tratta di un fungo terricolo e fortemente polifago, presente non soltanto negli oliveti ma anche in numerose altre colture arboree ed erbacee. Una delle caratteristiche più importanti del patogeno è la sua capacità di sopravvivere nel terreno per numerosi anni. V. dahliae forma infatti strutture di resistenza chiamate microsclerozi, che possono rimanere vitali nel suolo anche in assenza di una pianta di olivo.

Il problema non riguarda quindi soltanto la pianta malata. Un terreno contaminato può rappresentare una fonte di infezione per gli impianti successivi e può contribuire alla diffusione del patogeno attraverso le operazioni agricole, l'acqua di irrigazione e materiale vegetale infetto.

Come riconoscere la verticillosi dell'olivo


Il riconoscimento della verticillosi può essere complesso perché i sintomi iniziali non sono sempre specifici. L'osservazione deve quindi considerare l'intera pianta, la distribuzione dei sintomi e soprattutto l'eventuale presenza di condizioni che possono aver favorito l'infezione.

La malattia può manifestarsi secondo due principali forme di evoluzione. Nelle piante adulte è generalmente descritta una forma cronica, caratterizzata da un deperimento progressivo. Nelle giovani piante può invece comparire una forma acuta, definita sindrome apoplettica, che nei casi più gravi può portare alla morte della pianta. È stata inoltre osservata una terza situazione nella quale l'olivo ospita il fungo nei vasi xilematici senza manifestare sintomi evidenti. Uno dei segnali più importanti è quindi l'avvizzimento dei rami. La vegetazione colpita può perdere progressivamente vigore fino al disseccamento.

L'osservazione dei sintomi esterni, tuttavia, non è sufficiente per una diagnosi certa. La fonte tecnica indica come possibili metodi diagnostici l'isolamento micologico a partire da sezioni di rametti e, preferibilmente, le tecniche molecolari basate sulla PCR. Un ulteriore elemento diagnostico può essere osservato sezionando un ramo colpito. I vasi legnosi possono presentarsi imbruniti e ostruiti da materiale proveniente dalla degenerazione dei tessuti e dalle strutture del fungo. Nei giovani rami di 2-3 anni possono inoltre comparire striature necrotiche scure, leggermente depresse e disposte longitudinalmente.

I danni provocati dalla verticillosi


I danni della verticillosi possono essere molto importanti perché il patogeno interferisce direttamente con il sistema conduttore della pianta. L'infezione può provocare il deperimento e l'avvizzimento dei rami, con una progressiva perdita di funzionalità della vegetazione. Quando il processo interessa una parte significativa della chioma, la pianta può perdere vigore e capacità produttiva.

Nelle piante adulte la malattia può avere un decorso cronico e quindi manifestarsi attraverso un progressivo deterioramento della vegetazione. Nelle giovani piante, invece, la forma acuta può evolvere rapidamente e, nei casi più gravi, determinare un esito letale. Il danno assume quindi una particolare importanza negli impianti giovani, soprattutto quando vengono utilizzati genotipi suscettibili e il terreno presenta già una contaminazione. La fonte tecnica segnala infatti una frequenza crescente delle infezioni sia sulle piante giovani sia sulle adulte, con particolare attenzione ai nuovi impianti costituiti con cultivar suscettibili.

Un altro aspetto da non sottovalutare è la possibilità che alcune piante rimangano apparentemente sane pur ospitando il fungo nei vasi xilematici. L'assenza di sintomi evidenti non coincide quindi necessariamente con l'assenza del patogeno.

Il punto chiave
Contro la verticillosi la prevenzione conta più della cura. Quando l'olivo manifesta i sintomi, Verticillium dahliae può essere già presente nel sistema vascolare della pianta e il terreno può rappresentare una fonte di inoculo per gli anni successivi. La gestione deve quindi iniziare prima dell'impianto e continuare attraverso pratiche colturali attente.


Il ciclo di sviluppo della verticillosi


Il ciclo della verticillosi è strettamente legato alla capacità di Verticillium dahliae di sopravvivere nel terreno. I microsclerozi rappresentano una forma di conservazione del patogeno e possono rimanere vitali per numerosi anni. Quando si verificano condizioni favorevoli, il fungo può raggiungere l'apparato radicale dell'olivo e penetrare nei tessuti attraverso microferite delle radici o lesioni provocate durante le operazioni di trapianto.

Una volta entrato nella pianta, il patogeno raggiunge il sistema vascolare e può svilupparsi nei vasi xilematici. La colonizzazione dei tessuti conduttori è associata all'imbrunimento e all'ostruzione dei vasi osservabili nelle sezioni dei rami colpiti. La diffusione del patogeno può avvenire attraverso il terreno contaminato, l'acqua di irrigazione e materiale infetto. Anche le attività agricole possono contribuire al trasferimento del terreno contaminato da una zona all'altra dell'azienda.

Nel terreno

Il patogeno sopravvive

I microsclerozi permettono a Verticillium dahliae di conservarsi nel terreno anche per numerosi anni, rendendo il suolo una possibile fonte di inoculo per le colture successive.

Fase di infezione

Il fungo raggiunge le radici

In presenza di condizioni favorevoli, il patogeno può penetrare nell'apparato radicale attraverso microferite o lesioni, comprese quelle associate alle operazioni di trapianto.

Nel sistema vascolare

La pianta viene colonizzata

Il fungo raggiunge i vasi xilematici, dove può determinare imbrunimenti e ostruzioni dei tessuti conduttori.

Manifestazione dei sintomi

Compare il deperimento

La pianta può manifestare avvizzimento e disseccamento dei rami, con andamento cronico nelle piante adulte oppure acuto nelle giovani piante.



Come si diffonde la verticillosi nell'oliveto?


La presenza del fungo nel terreno non dipende necessariamente dalla coltivazione dell'olivo. Verticillium dahliae è infatti un patogeno polifago e può essere mantenuto da numerose specie coltivate.

Un caso particolarmente importante riguarda le colture orticole fortemente suscettibili. Pomodoro, patata, peperone e melanzana sono indicate nella fonte tecnica tra le colture che, se coltivate in consociazione nelle prime fasi di sviluppo dell'oliveto, possono costituire una fonte iniziale di infezione del terreno. Anche il materiale di propagazione rappresenta un punto critico. Marze prelevate da piante infette, anche quando queste non presentano sintomi evidenti, possono contribuire alla diffusione del patogeno. Per questo la sanità del materiale vivaistico è una delle principali misure preventive.

Un'ulteriore via di diffusione è rappresentata dal trasferimento di terreno contaminato attraverso i mezzi agricoli. Lavorare un terreno infetto e successivamente entrare in un appezzamento sano senza adeguate precauzioni può contribuire a spostare il patogeno all'interno dell'azienda.

Difesa dalla verticillosi dell'olivo


La difesa dalla verticillosi è complessa perché il patogeno vive nel terreno e, una volta penetrato nell'olivo, raggiunge i tessuti vascolari. Per questo la strategia più efficace è preventiva e deve iniziare già nella fase di progettazione dell'impianto.

Il primo elemento da considerare è il materiale vivaistico. La fonte tecnica raccomanda ai vivaisti di utilizzare marze provenienti da piante certamente sane e terricci non infetti. Per l'olivicoltore questo significa prestare particolare attenzione alla provenienza e alle garanzie sanitarie delle piante acquistate.

Anche la storia agronomica del terreno deve essere valutata. Prima di realizzare un nuovo impianto è importante conoscere le colture precedentemente presenti nell'appezzamento e prestare particolare attenzione alla presenza di colture ospiti suscettibili.
Un ulteriore elemento strategico è la scelta varietale. Nel materiale tecnico sono indicate tra le cultivar a bassa suscettibilità Coratina, Frantoio, Urano, Arbequina e Arbosana, mentre Leccino, Ascolana e Sant'Agostino sono riportate tra quelle più suscettibili.

Consigli pratici per prevenire la verticillosi


Nel caso della verticillosi, prevenire significa soprattutto evitare di introdurre il patogeno in un terreno sano e impedire, quando il fungo è già presente, di favorirne la diffusione.

  • Acquista materiale vivaistico di comprovata sanità, prestando particolare attenzione alla provenienza delle piante e delle marze;

  • Valuta la storia dell'appezzamento prima di realizzare un nuovo oliveto;

  • Evita la coltivazione di solanacee fortemente suscettibili, come pomodoro, patata, peperone e melanzana, nelle fasi di impianto dell'oliveto;

  • Presta attenzione alle cucurbitacee, anch'esse indicate tra le colture da evitare in presenza del rischio di verticillosi;

  • Considera la suscettibilità varietale nella progettazione di un nuovo impianto;

  • Evita di trasferire terreno da appezzamenti potenzialmente infetti attraverso macchine e attrezzature agricole;

  • Gestisci con attenzione l'irrigazione, privilegiando, quando possibile, sistemi a goccia rispetto all'irrigazione a scorrimento;

  • Osserva con attenzione le giovani piante, nelle quali la forma acuta della malattia può avere conseguenze particolarmente gravi;

  • Non considerare una pianta apparentemente sana necessariamente esente dal patogeno quando esistono elementi che fanno sospettare un'infezione;

  • In caso di sintomi sospetti, ricorri alla diagnosi di laboratorio, attraverso isolamento micologico o tecniche molecolari come la PCR.


La verticillosi si previene prima di piantare l'olivo


La verticillosi dimostra quanto la gestione sanitaria di un oliveto debba iniziare ben prima della comparsa dei sintomi. Quando una pianta manifesta avvizzimenti e disseccamenti riconducibili alla malattia, il patogeno può essere già presente nei suoi tessuti vascolari e, soprattutto, il terreno può rappresentare una fonte di inoculo destinata a rimanere attiva per molti anni.

Per questo la difesa deve partire dalla scelta del materiale vivaistico, dalla conoscenza della storia del terreno, dalla scelta varietale e dalla corretta gestione delle operazioni colturali. La prevenzione non elimina ogni possibile rischio, ma è lo strumento più importante per evitare di introdurre o diffondere una malattia difficile da gestire una volta insediata.La verticillosi è quindi una malattia nella quale conoscere il patogeno significa soprattutto capire che la difesa dell'oliveto comincia prima dell'infezione.

Vuoi valutare il rischio fitosanitario prima di realizzare o gestire un oliveto?

Parliamone


Fonti: Accademia Nazionale dell'Olivo e dell'Olio - Principali patogeni e difesa; Dr.Agricultura - Guida alla difesa dell'olivo

Contattami

Hai letto qualcosa che ti ha fatto riflettere?

Hai dubbi? Scrivimi! Le idee migliori iniziano sempre da una conversazione.

Condividi adesso

Vuoi un Preventivo o Informazioni ?

Sono a tua disposizione per ogni chiarimento o supporto, contattami ora!

+393347057060 WhatsApp

Oppure riempi il modulo
per inviarmi una mail.

 
 
 
 

Formula di acquisizione del consenso dell'interessato
Informativa Privacy Modulo ex art. 13 Reg. (UE) 2016/679
Informativa Privacy Newsletter ex art. 13 Reg. (UE) 2016/679
L'interessato acquisite le informazioni dal Titolare, presta il consenso per le finalità sotto riportate.

I campi contrassegnati con l'asterisco sono obbligatori.