Contattami
tignola_olivo.jpg

Tignola dell'olivo

Sintomi, ciclo e strategie di difesa

La tignola dell'olivo (Prays oleae) è un lepidottero strettamente associato all'olivo e presente in gran parte delle aree olivicole mediterranee. La sua particolarità è quella di compiere tre generazioni nell'arco dell'anno, ognuna legata a un organo diverso della pianta.

Questa caratteristica rende la tignola un fitofago che non può essere gestito osservando soltanto la presenza dell'insetto. La generazione che si alimenta delle foglie, quella che attacca i fiori e quella che interessa i frutti hanno infatti un'importanza agronomica molto diversa.

In particolare, è la generazione carpofaga a rappresentare il principale motivo di attenzione: le larve appena nate penetrano nei giovani frutti e possono provocarne la cascola. Per questo motivo conoscere il ciclo della tignola e individuare il momento corretto per il monitoraggio è fondamentale per evitare interventi inutili e concentrare la difesa quando il rischio è realmente significativo.

La tignola dell'olivo è un lepidottero, Prays oleae, che compie tre generazioni all'anno: fillofaga, antofaga e carpofaga. Le prime due interessano rispettivamente foglie e fiori e generalmente provocano danni limitati, mentre la generazione carpofaga attacca i giovani frutti e può causare cascola. Il monitoraggio del volo degli adulti e dell'infestazione permette di valutare il rischio e di programmare, quando necessario, un intervento mirato.


Inquadramento tassonomico: che cos'è la tignola dell'olivo?


La tignola dell'olivo appartiene all'ordine dei Lepidoptera e alla famiglia Yponomeutidae. Il nome scientifico è Prays oleae (Bernard).

È una specie strettamente legata all'olivo e all'olivastro, anche se può essere associata ad altre Oleaceae. L'adulto è una piccola farfalla con un'apertura alare di circa 13-14 millimetri, di colore grigio con riflessi argentei e ali caratterizzate da un'ampia frangia.

La caratteristica più importante dal punto di vista della difesa non è però l'aspetto dell'adulto, difficile da utilizzare come unico elemento diagnostico in campo, ma il suo ciclo biologico. Nel corso dell'anno la specie cambia organo bersaglio e comportamento alimentare, passando dalle foglie ai fiori e infine ai frutti.

Come riconoscere la tignola dell'olivo


Riconoscere la tignola significa soprattutto imparare a distinguere i sintomi associati alle tre generazioni.

La generazione fillofaga interessa le foglie. Le larve scavano mine e successivamente possono erodere i tessuti fogliari, lasciando aree danneggiate facilmente osservabili durante il controllo della vegetazione. In condizioni normali il danno rimane prevalentemente estetico e ha una scarsa incidenza sulla fisiologia della pianta. Una maggiore attenzione può essere necessaria sulle giovani piante quando vengono colpiti i germogli.

La generazione antofaga interessa invece le infiorescenze. Le larve si sviluppano a carico delle mignole e dei fiori, ma nelle normali condizioni dell'oliveto il danno è generalmente contenuto. Le varietà di olivo presentano infatti una fioritura abbondante e una naturale colatura di una parte consistente dei fiori.

La generazione carpofaga è quella che richiede maggiore attenzione. La larva appena nata penetra nel giovane frutto e si alimenta all'interno della drupa. L'attività larvale può determinare il distacco dell'oliva dalla pianta e quindi la cascola.

Il punto chiave
Non tutte le generazioni della tignola hanno la stessa importanza. La presenza di larve sulle foglie o sui fiori non significa automaticamente che sia necessario intervenire. Il momento più delicato è quello della generazione carpofaga, quando le larve appena nate penetrano nei giovani frutti e possono provocare cascola.


Il ciclo di sviluppo della tignola dell'olivo


Il ciclo della tignola è particolarmente interessante perché ogni generazione utilizza una parte diversa della pianta. Seguire il susseguirsi delle tre generazioni permette di capire perché il monitoraggio debba essere collegato alla fenologia dell'olivo.

01 — Generazione fillofaga

Foglie e germogli

È la generazione svernante. Gli adulti compaiono generalmente in primavera e danno origine alle larve che si alimentano delle foglie, formando mine ed erosioni. Il danno è nella maggior parte dei casi limitato e prevalentemente estetico.

02 — Generazione antofaga

Fiori e infiorescenze

La seconda generazione si sviluppa sulle infiorescenze. Le larve attaccano le mignole e i fiori, ma nella maggior parte degli oliveti il danno non raggiunge livelli economicamente rilevanti, grazie all'abbondante fioritura e alla naturale colatura dei fiori.

03 — Generazione carpofaga

Giovani frutti

È la generazione economicamente più importante. Le larve neonate penetrano nei giovani frutti e si sviluppano a loro spese. L'attività larvale può provocare il distacco delle olive e determinare cascola precoce o tardiva.

04 — Nuovo ciclo

Svernamento

Terminato lo sviluppo della generazione carpofaga, il ciclo prosegue fino alla formazione della generazione destinata a svernare, che riprenderà l'attività nella stagione successiva.



Nelle principali aree olivicole italiane, gli adulti della generazione fillofaga sono presenti indicativamente tra aprile e maggio, quelli della generazione antofaga tra giugno e luglio e quelli della generazione carpofaga tra settembre e novembre. Le date effettive possono comunque variare in funzione dell'area, dell'andamento climatico e della fenologia dell'olivo

Perché la generazione carpofaga è la più importante?


Il danno della tignola non deve essere valutato semplicemente contando le larve presenti nell'oliveto. Il momento del ciclo biologico e la capacità dell'insetto di provocare una perdita produttiva sono elementi molto più importanti.

La generazione carpofaga è infatti l'unica che, nella generalità delle situazioni, può provocare danni economicamente rilevanti. La penetrazione della larva nel giovane frutto può determinare cascola e, quando questa avviene in una fase più avanzata della stagione, può tradursi in una perdita effettiva di produzione.
Sulle varietà da olio, tuttavia, la cascola attribuibile alla tignola rappresenta generalmente una quota modesta della cascola autunnale complessiva. Questo è un elemento importante per evitare un errore frequente: attribuire automaticamente alla tignola tutta la cascola osservata in autunno.

La cascola della tignola e quella provocata dalla mosca delle olive sono infatti fenomeni differenti e richiedono strategie di monitoraggio e difesa differenti.

Monitoraggio della tignola: osservare prima di intervenire


Il monitoraggio rappresenta il passaggio centrale della gestione della tignola. Non è sufficiente sapere che l'insetto è presente nell'oliveto: bisogna capire quale generazione è in corso, quale livello di infestazione è presente e quale rischio rappresenta per la produzione.

Per il monitoraggio degli adulti vengono utilizzate trappole a feromone sessuale, che consentono di seguire l'andamento dei voli e individuare il picco della generazione che precede quella carpofaga.

Il dato delle catture deve però essere interpretato insieme all'osservazione delle uova e dell'infestazione sui frutticini. La relazione tra andamento del secondo volo e schiusura delle uova permette infatti di individuare il momento più opportuno per valutare un eventuale intervento.

Sulle varietà da olio, le soglie di tolleranza indicate nelle fonti tecniche possono arrivare intorno al 30-40% di olivine infestate nella fase di penetrazione delle larve. Il dato va però considerato come riferimento tecnico e non come una soglia universale applicabile indistintamente a ogni oliveto: varietà, ambiente, andamento climatico e destinazione produttiva possono modificare la valutazione del rischio.

Difesa dalla tignola dell'olivo


La difesa deve essere costruita attorno al monitoraggio e alla generazione che si intende controllare.Un intervento contro la generazione fillofaga, per esempio, non deve essere considerato automaticamente necessario soltanto perché sono presenti mine o erosioni sulle foglie. Nella maggior parte dei casi questi danni hanno un'incidenza limitata.

Anche la generazione antofaga richiede una valutazione attenta. Il danno ai fiori può essere importante soltanto in determinate condizioni, come annate caratterizzate da scarsa fioritura o su varietà particolari. Le fonti tecniche riportano inoltre la possibilità di intervenire sulle larve della generazione antofaga con Bacillus thuringiensis, con l'obiettivo non tanto di correggere il danno ai fiori quanto di contribuire alla riduzione della popolazione che darà origine alla successiva generazione carpofaga.

La generazione carpofaga richiede invece la massima attenzione. Il momento dell'intervento deve essere collegato al monitoraggio del secondo volo, all'andamento della schiusura delle uova e alla presenza effettiva di infestazione sui giovani frutti.
Qualunque intervento fitosanitario deve essere effettuato esclusivamente con prodotti autorizzati sulla coltura e contro l'avversità specifica, rispettando le indicazioni riportate in etichetta e la normativa vigente.

Il ruolo degli insetti utili


La tignola dell'olivo vive all'interno di un agroecosistema nel quale sono presenti numerosi organismi capaci di contribuire naturalmente al contenimento delle popolazioni.
Tra questi rivestono particolare importanza diversi parassitoidi, oltre a predatori che possono intervenire sulle diverse fasi di sviluppo dell'insetto. La loro presenza rende ancora più importante una gestione della difesa basata sul monitoraggio e sulla selettività degli interventi.

Anche la gestione dell'ambiente agricolo può contribuire a conservare questi equilibri. La diversificazione dell'agroecosistema e la presenza di aree favorevoli agli organismi utili possono sostenere il controllo naturale della tignola.
L'obiettivo non è quindi eliminare completamente il fitofago, ma mantenere la sua popolazione al di sotto di livelli tali da determinare un danno economicamente significativo.

Consigli pratici per gestire la tignola dell'olivo


La gestione della tignola dovrebbe seguire una logica precisa: conoscere il ciclo, monitorare la popolazione e intervenire soltanto quando il rischio lo giustifica.

  • Monitora i voli degli adulti attraverso trappole a feromone sessuale;

  • Impara a distinguere le tre generazioni, perché non hanno la stessa importanza agronomica;

  • Controlla foglie e germogli durante lo sviluppo della generazione fillofaga;

  • Osserva le infiorescenze durante la generazione antofaga, valutando il danno in relazione alla reale capacità produttiva della pianta;

  • Concentra l'attenzione sui giovani frutti quando si avvicina la generazione carpofaga;

  • Non confondere la cascola della tignola con quella della mosca delle olive: si tratta di avversità differenti e devono essere gestite attraverso strategie distinte;

  • Considera la soglia di infestazione e non soltanto la presenza dell'insetto;

  • Tieni conto della mortalità naturale di uova e larve, che può ridurre significativamente l'infestazione;

  • Preserva gli organismi utili evitando interventi non necessari o non selettivi;

  • Utilizza esclusivamente prodotti autorizzati, verificando sempre etichetta, coltura, avversità, dose, numero massimo di applicazioni e intervallo di sicurezza.


La tignola si gestisce conoscendo il momento giusto


La tignola dell'olivo è un esempio perfetto di quanto la difesa fitosanitaria non possa essere ridotta alla semplice presenza di un insetto.Lo stesso fitofago può infatti provocare un danno quasi esclusivamente estetico sulle foglie, avere un impatto generalmente limitato sui fiori oppure diventare un problema produttivo quando la larva penetra nei giovani frutti.

La differenza non sta quindi soltanto nella quantità di insetti presenti, ma soprattutto nel momento del ciclo biologico nel quale si trova la popolazione e nella relazione tra infestazione, fenologia della pianta e capacità di produrre un danno economico.Per questo il monitoraggio non è un'attività accessoria: è lo strumento che permette di trasformare la presenza della tignola in una decisione agronomica.

Vuoi impostare una strategia di monitoraggio e difesa calibrata sul tuo oliveto?

Parliamone


Fonti: Accademia Nazionale dell'Olivo e dell'Olio - Principali insetti fitofagi e relativi metodi di controllo integrato; Dr.Agricultura - Guida alla difesa dell'olivo

Contattami

Hai letto qualcosa che ti ha fatto riflettere?

Hai dubbi? Scrivimi! Le idee migliori iniziano sempre da una conversazione.

Condividi adesso

Vuoi un Preventivo o Informazioni ?

Sono a tua disposizione per ogni chiarimento o supporto, contattami ora!

+393347057060 WhatsApp

Oppure riempi il modulo
per inviarmi una mail.


Formula di acquisizione del consenso dell'interessato
Informativa Privacy Modulo ex art. 13 Reg. (UE) 2016/679
Informativa Privacy Newsletter ex art. 13 Reg. (UE) 2016/679
L'interessato acquisite le informazioni dal Titolare, presta il consenso per le finalità sotto riportate.

I campi contrassegnati con l'asterisco sono obbligatori.